Un periodo no per le serie tv di Netflix

Nelle ultime quattro settimane sono un po’ in crisi con le serie tv, soprattutto con quelle nuove che vorrei iniziare. Ma anche con quelle che seguo da anni noto un po’ – come posso dire, di lentezza. Ad esempio The Flash, lo vedo spento e perso in questo periodo Post Crisis, sarà che quando le cose sembrano andare per il loro corso ci si annoia.

Veniamo però alle serie di cui voglio parlare ossia le nuove uscite di Netflix tra gennaio e febbraio 2020, riporto quelle che ho scelto, il motivo per cui l’ho fatto e perché in alcuni casi le ho piantate.

Luna Nera

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Serie tv tutta italiana, prodotta interpretata e dedicata alle donne, è ambientata nelle campagne laziali e parla di storia in chiave fantasy. Siamo in uno dei periodi più oscuri della storia, il Medioevo, durante il quale si dava la caccia alle figlie del Diavolo. Le streghe in questa serie hanno veramente i poteri magici e devono lottare per esistere in un mondo che non le vuole e che teme il loro potere.

Perché l’ho scelta: volevo vedere come era questa produzione Made in Italy e devo dire che ha una lieve impronta internazionale non dimenticando però le nostre origini romantiche.

Perché non mi è piaciuta: nonostante una certa noia l’ho finita ma non mi sono sembrati accurati gli effetti speciali, per non parlare dei dialoghi e della sceneggiatura così affettata e poco chiara.

Ares

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Le società segrete sono l’oggetto di questa nuova serie, in particolar modo una confraternita di studenti di una scuola dell’Europa del Nord che dà appunto il nome al telefilm.

Perché l’ho scelta: per vedere un nuovo prodotto e sondare il terreno delle società d’élite dalle tinte dark.

Perché non mi è piaciuta: già dalla prima puntata l’ho trovata lenta, ormai il mercato dei serial con protagonisti gli adolescenti e la loro vita a scuola è saturo, penso ad esempio a Riverdale, 13, Elite.

October Faction

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Un altro filone ormai battuto da Netflix è quello delle famiglie super dotate stile The Umbrella Academy.

Perché l’ho scelta: non lo so nemmeno io.

Perché non mi è piaciuta: l’ho trovata scontata e senza mordente.

Lock & Key

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Ne ho sentito parlare come una novità per il pubblico più giovane però può interessare tutti per la storia misteriosa che riguarda un insieme di chiavi magiche in una casa altrettanto misteriosa.

Perché l’ho scelta: per spirito di curiosità. Ricordo che nel cast c’è, nel ruolo della madre di famiglia, Darby Stachfield ossia la rossa Abby di Scandal.

Perché non mi è piaciuta: non mi ha preso la trama, in stile Le Cronache di Narnia.

E voi, che ne pensate di queste serie tv?

Ce ne sono altre che non vi hanno convinto?

Le Terrificanti Avventure di Sabrina 3 | Recensione

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Quasi un anno dopo dalla mia recensione sulla seconda stagione di Le Terrificanti Avventure di Sabrina arriva il terzo volume con i canonici 8 episodi di Netflix.

Questa stagione mi è sembrata giù di tono rispetto le altre due, in special modo in confronto alla prima (piccolo errore in cui quasi tutte le serie tv prima o poi cadono). Perché penso che LTADS conservi sempre un aspetto transitorio: non prende mai una vera e propria forma ma rimane un andirivieni tra le dimensioni della Terra e dell’Inferno. La struttura non è mai ben definita, e quando si comincia con l’approfondire qualcosa ci ritroviamo in un altro posto che sia o la Buxter High o la città di Pandemonium.

 

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Alcuni aspetti della costruzione della trama non hanno un vero e proprio filo logico. Questo a parer mio per una scelta stilistica improntata alla semplificazione, mi spiego meglio. Dove si vuole mettere tante storyline (che sarebbero interessanti) e tanti destini che si incrociano si finisce per raccontare poco e confondere tanto. I personaggi sono così portati alla loro stereotipizzazione.

Faccio qualche esempio.

Perché il personaggio del potente Signore Oscuro si esaurisce così in fretta? Bastano delle catene incantate a tenerlo prigioniero? E quando è scappato, perché non ha fatto niente? Neanche un’azione subdola, un maleficio, un accenno a quel suo potere di cui tutti temono e avevano devozione? Mah.

Sabrina Stella del Mattino risulta ancora più antipatica e principessina dei due mondi, oggetto del desiderio dei tre maschietti (Nickolas, Harvey e Kaliban) uno più sfigato dell’altro e schiacciati dal girl power che aleggia dall’inizio nella serie tv.

Gli altri personaggi sono considerati spalle rispetto l’intera faccenda. Come gli amici umani Theo e Rosalind che avrebbero potuto avere lo spazio che meritavano. Perfino le due ziette sono rappresentate come una più algida (Zelda) e l’altra succube (Hilda).

 

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Bene però per il lavoro di fotografia e trucco soprattutto nelle scene con i Pagani (eccellenti villain a parer mio), e per la scenografia sempre più dark e horror. Di questa terza parte Le Terrificanti Avventure di Sabrina non ne esce molto bene, ma a quanto pare è già stata confermata una quarta parte anche se spero sia l’ultima!

 

P.S. avete notato anche voi i riferimenti a Riverdale? Se sì, quali?

 

P.P.S. se volete prendervi un attimo di pausa dalla lettura vi invito qui…

 

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Voto serie: 6

Truth Be Told | Seconda parte di stagione

Con l’inizio del 2020 si è conclusa anche Truth Be Told, serie tv che è andata in onda dal dicembre 2019 e di cui ho parlato nell’articolo precedente.

 

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Avendo già ampiamente discusso sulla struttura della trama e del tipo di serie tv che è Truth Be Told, passerei a dirvi cosa penso del risultato finale. Nei tre episodi conclusivi ho assistito a un ribaltamento confusionale degli elementi, cosa tipica a mio avviso dei plot crime in cui un particolare può cambiare tutto, un granello di sabbia basta a modificare gli eventi.

 

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Questa struttura narrativa ci può stare, anzi ci deve stare, ma a mio parere è stato affrontata in modo un po’ troppo frettoloso. In poco tempo si è scoperto che il padre di Warren non è il mostro che credevamo ma un pover’uomo che voleva coprire gli errori del passato.

Ancora, vediamo a frammenti la storia di Poppy Parnell quasi venisse svelata con timore, a singhiozzi, in modo che non abbiamo capito quel gran che; solo che è stata affidata a una signora bianca e che è morta in circostanze poco chiare mentre Poppy era ancora una bambina.

Infine la rivelazione dell’assassino: fin troppo facile per i miei gusti, ossia la gemella cattiva con problemi psichiatrici. Leny, non solo ha ucciso il padre ma anche la madre e l’ha fatta franca fino a che Poppy non ha risvegliato la coscienza dell’altra sorella imbambolata Josie. Ho l’impressione che ci sia qualcosa di più profondo che gli autori hanno deciso di non farci vedere (puntualizzo che non ho letto il libro per cui non posso avere un’idea completa).

 

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Così come il finale, che non sembra una e vera e propria conclusione ma un proseguimento della storia. Warren Cave è stato scagionato ritrovando così la propria libertà ma con un prezzo altissimo da pagare, vedere la madre ormai consumata dalla malattia.

E poi Poppy, la giornalista che all’inizio sembrava la paladina della giustizia ma che si è rivelata un’egoista. La sua ricerca della verità era più incentrata sul proprio riscatto che su quello di Warren anche se questo fatto è passato un po’ sotto l’uscio; sembra che il paziente marito Ingram sia il solo ad averlo intuito.

 

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Nonostante le mie critiche Truth Be Told rimane una serie tv godibile che mantiene alto l’interesse per sapere chi è stato. Dopo il finale non proprio chiuso penso ugualmente che Apple TV+ non tiri fuori un’altra stagione dal cappello, ma questo è ancora presto per dirlo.

 

Voto serie: 6/7

CRISIS 2a parte | Commento al mega crossover targato DC

Come promesso rieccomi a raccontarvi della seconda parte di Crisis On Infine Earths, vi ricordo che la prima (con 4 episodi) si è svolta a dicembre scorso, mentre i due episodi conclusivi sono andati in onda sulla CW un mese dopo prima in Arrow e poi in Legends of Tomorrow.

[Per rinfrescarvi la memoria qui trovate l’articolo sulla prima parte]

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Se nei primi episodi la parola d’ordine era destino, ora è senza dubbio sacrificio. Perché queste ultime due puntate sono state un commosso ringraziamento e saluto all’unico eroe senza poteri, a un uomo oscuro ma coraggioso e buono, Oliver Queen.

Pioniere dell’Arrowerse ci ha accompagnato per 8 anni fino al momento in cui era destinato ad arrivare, lungo un cammino tortuoso e difficile ha finalmente trovato la pace. Arrow ha regalato all’universo un’latra opportunità sapendo che ci sarebbero stati gli altri Paragons a vegliare sulla Primary Earth che ha ristabilito (come non è dato saperlo).

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Dopo aver spezzato una lancia in favore di Oliver, veniamo a cosa mi è e non mi è piaciuto del crossover.

Mi è piaciuto unicamente il messaggio di cooperazione e unione che lascia CRISIS, se uniti gli uomini possono fare grandi cose. Flash creando una tavola rotonda ha sancito un tacito patto con i suoi colleghi e amici, lasciando un posto vuoto in memoria di Arrow ovviamente. Tutti con i loro difetti e i loro pregi possono lavorare insieme per rendere il nuovo mondo un posto migliore e più sicuro.

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Invece non mi è piaciuta prima di tutto la semplicità con cui sono state affrontate le minacce. Nell’episodio conclusivo ad esempio Anti-Monitor dopo essersi ingigantito come una sorta di King Kong, è stato battuto solo rimpicciolendolo e quindi relegandolo in qualche contenitore iper protettivo.

Mi viene da pensare che (come sempre) in questo genere di serie tv, cambi tutto per non cambiare nulla. L’unica cosa che è cambiata definitivamente è che Oliver non c’è più e che ha creato una Terra unica in cui tutti i supereroi coesistono.

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Non ho apprezzato inoltre le scivolate verso le autocitazioni e lo humor. I supereroi che si citano da soli non si può sentire, ne il crossover nel crossover tra i due Flash di due universi cinematografici differenti.

Piccolo off topic, avrei apprezzato di più un riferimento velato come c’è stato in Legacies nell’episodio 2×09 in cui una delle protagoniste sta sfogliando il fumetto con la scritta Crisis. Però questi sono gusti personali.

Dopo tutto è stato un crossover epico dai risvolti tragici, come mi aspettavo, ed è stato un bel momento in cui vedere Barry, Oliver, Kara e compagnia bella insieme anche se ormai risulta troppo caotica la cosa, infatti sinceramente non so se l’anno prossimo avremo proprio bisogno di un altro crossover!

Thank you, Ollie.

Voto crossover: 7

You 2 | Parere codipendente di una serie disfunzionale

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L’anno scorso avevo cominciato questa ennesima serie tv tratta da un romanzo, e mi aveva colpito piacevolmente per il messaggio che dava: dietro l’amore a volte si nasconde il pericolo più grande. Per esempio, incontrare Joe Goldberg, lo stalker protagonista di You.

[Andate qui per leggere la mia recensione sulla prima stagione]

La seconda stagione, composta da 10 episodi di circa 50 minuti l’uno, si presenta mano a mano che prosegue con uno spirito più introspettivo che esplora la psiche umana. Ne emergono i complessi, le manie, le paure delle persone legati dallo stesso minimo comun denominatore: l’amore. Ma andiamo con ordine, e partiamo da lui.

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Joe, che ora si fa chiamare Will, non è altro che una vittima della madre. Lo ha esposto – vittima anche lei di abusi – a numerose violenze domestiche culminate con il gesto che segnerà il ragazzino per sempre, il colpo di pistola lanciato all’uomo che faceva del male alla sua amata mamma.

Da allora Joe vuole proteggere chi ama eliminando i fattori collaterali, come se liberando l’oggetto del suo amore purificasse la propria coscienza ferita. E si trascina questo fardello da anni, appesantito anche dall’incontro con il mentore che gli ha spiegato il funzionamento della gabbia.

Ma qualcosa è cambiato, è arrivata Love (che nome!) nella sua vita e gli ha fatto il regalo che aspettava da sempre: essere accettato. Adesso Joe può essere se stesso, può punire i malvagi con l’approvazione della donna che ama e ha scoperto cosa sia l’amore. Anche se nel caso della sua relazione è tossico.

“E’ dura ricominciare da capo, Love, quando il passato ti gira in testa…”

Dall’episodio 2×1

Love è la nuova Beck, notevolmente più caratterizzata e più intelligente, e con una personalità di spicco. E’ una ragazza forte e fragile insieme, si innamora di Joe dopo anni di isolamento a causa della morte prematura del marito. Ma con il passare degli episodi, specialmente nei due finali, scopriamo la vera Love. La psicopatica, tormentata ragazzina che ha ucciso a sangue freddo la ragazza au pair che aveva ammaliato il fratello minore Forty.

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Scopriamo così la famiglia Quinn con la relazione codipendente tra Love e il nevrotico fratello Forty, una madre narcisistica e fuori di testa, un padre assente e apparentemente scontroso.

Love si è fatta carceriere per Joe facendo fuori la sua più grande minaccia, Candice. Il fatto costituisce un messaggio negativo per tutte le donne che non vengono ascoltate e credute, ma relegate a pazze. Lei ci aveva visto giusto, e per questo motivo è stata eliminata, poiché in You non c’è spazio per un amore sano ma tossico e offuscato dalle bugie e dal dolore.

“Se ti ama sei in gravissimo pericolo” – Candice

Episodio 2×6

Il finale di stagione mi ha messo i brividi, come può crescere una creatura con quei due killer? Può ancora una volta, l’amore salvare qualcuno compromesso come Joe e Love?

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Lo vedremo sicuramente l’anno prossimo, anche se un’idea su chi è la donna al di là della staccionata già ce la avrei… E voi?

P.S. una lode particolare a Will (il vero Will) interpretato da Robin Lord Taylor, psicotico al punto giusto. Solo lui poteva rimanere sano di mente rinchiuso per giorni in una gabbia e giocare all’impiccato usando la salsa ketchup.

Voto serie: 7

Dracula | Recensione della miniserie Netflix

“Il sangue è vite, il sangue è una testimonianza – Conte Dracula”

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Dracula è una miniserie prodotta da BBC (dagli stessi autori di Sherlock e Doctor Who) in collaborazione con Netflix che parte dal classico horror gotico. Conta soli tre episodi (un’ora e mezza l’uno) e a mio avviso comincia come interessante rivisitazione e invece si rivela essere una sòla.

Le tre puntate sono una discesa verso il baratro.

La prima l’ho gustata perché sembrava da una parte ricalcare il mito – ambientata nello stesso anno di pubblicazione del romanzo di Bram Stoker (1897) – e dall’altra mi rimandava al ricordo dei classici horror con il protagonista assoluto che in questo caso è il Conte con il suo humor inglese e fascino maligno.

Rivelazione interessante è suor Agatha Van Helsing che crede più nella ragione che in Dio. Si instaura subito un rapporto conturbante tra i due che sotto sotto si completano e si sentono uniti dal legame più potente del mondo, il sangue. Peccato per il povero Jonathan Harcher che qui viene bistrattato al pari di un vampiro sfigato e esce di scena al contrario del classico.

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Il secondo episodio l’ho sorseggiato perché l’ho trovato più noioso del primo, con una struttura tipo giallo da manuale alla Agatha Christie anche se qui sappiamo chi è l’assassino… I personaggi del veliero non sono molto interessanti, salvo il comandante della nave (affascinato da Agatha) il cuoco con l’uncino e il medico scienziato.

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La terza parte non l’ho proprio bevuta. Con un salto temporale senza troppe spiegazioni ci ritroviamo nel 2019 con un Conte perfettamente a suo agio con la telecamera anche se ha dormito per più di 100 anni. L’incarnazione di Agatha è una scienziata con poca passione e determinazione rispetto la pro-prozia che conduce Dracula verso il viaggio finale. Tra sketch improbabili vengono citate le dimenticate Mina e Lucy fino alla conclusione più triste che abbia mai visto negli ultimi tempi su Netflix.

Agatha e Dracula sono avvinghiati in uno spazio infuocato e sembrano due amanti rifugiati in un istante di passione, ma perché poi? Avevamo proprio bisogno di un finale così?

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Voto serie: 6

Cosa rimarrà di questo 2019

L’anno si appresta a finire e Clickileserietv ha pensato di tirare le fila di questo 2019 facendo una classifica di quello che ha raccontato.

 

Le migliori nuove uscite:

 

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You ha esordito pochi giorni prima della fine del 2018 ma ha fatto parlare di sé nei mesi successivi per il personaggio principale Joe, inquietante e dal futuro di stalker. E’ talmente avvincente da essere rinnovata per una seconda stagione disponibile su Netflix da Santo Stefano appena passato.

Roswell, New Mexico è stato il reboot dell’anno a mio parere, riprendendo la già conosciuta Roswell ne ha fatto una serie tv promettente con una storyline tutta sua. Purtroppo dobbiamo aspettare la prossima primavera per vedere il seguito. 

The Umbrella Academy è una serie tv con il botto, la nota piattaforma di streaming ha sfornato uno dei suoi prodotti migliori per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi e la sceneggiatura. Chissà cosa potrà succedere ancora alla famiglia disfunzionale più interessante di Netflix.

 

I migliori gioiellini:

 

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Lucifer è stata miracolosamente salvata da Netflix, rendendo disponibile la quarta stagione a tutti i fan che avevano pregato di rivedere mr Lucifer Morningstar alle prese con la detective Decker e tutti gli altri personaggi che gravitano nella serie tv. Il 2020 sarà l’anno conclusivo per Lucifer, amen e così sia.

Mindhunter per gli amanti delle storie crime questa serie, arrivata alla seconda stagione, è un vero e proprio pozzo da cui attingere perché i fatti raccontati ricalcano i fatti di cronaca nera che hanno sconvolto l’America tra gli anni ’60 e ’70.

Prodigal Son altra serie tv crime interessante e ben strutturata, che non annoia e intriga. C’è tutto: il fascino criminale, la caccia all’assassino, i drammi famigliari. Da consigliare.

 

Le migliori conferme:

 

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Le Terrificanti Avventure di Sabrina ha concluso in toto la prima stagione e tra poco, a gennaio, partirà la seconda. Una seconda parte un po’ più pesantina della prima e ha lasciato più punti di domanda che risposte. I quali saranno svelati, insieme a alcuni personaggi nuovi nell’anno venturo (questo 2020 sarà bisesto, per Sabrina Spellman significherà qualcosa?).

Stranger Thinks e tutta la compagnia ha portato a termine la terza stagione tra amori, nuove amicizie, vecchi nemici e colpi di scena scoppiettanti fino all’ultima scena al famigerato Wallmart.

La Casa di Carta ha sbancato di nuovo Netflix con la banda al completo, riuscirà una quarta stagione a mantenere alte le aspettative di una serie ormai diventata iconica?

 

Le migliori delusioni:

 

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The 100  ha mantenuto uno standard fatto di alti e bassi, con momenti di noia mortale e picchi di non sense, a momenti in cui c’era una parvenza di ritmo e azione. Meno male che anche per questa serie tv si avvicina il finale.

The Walking Dead partita come un capolavoro (nonché una delle serie preferite da Clickleserietv) dopo 11 anni è diventata l’ombra di se stessa, uno zombie per così dire. Chissà quando Robert Kirkman vorrà farla finita? E chissà come sarà il film dedicato a Rick Grimes dopo la sua uscita di scena.

V-Wars pubblicizzata con un enorme branding sull’attore principale Ian Somerhalder non è riuscita a partite, anzi rimane confinata in un cono d’ombra tra la noia e il poco interesse che questa nuova specie di vampiri suscita.

 

I migliori finali:

 

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Game of Thrones si è concluso lasciando un vuoto devastante nel cuore di questo blog tanto da dedicare un’intera sezione all’ultima stagione. Tra qualche amarezza e punto interrogativo, sono finite le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco sancendo un punto di fine per l’universo di GOT e uno di inizio per le serie tv fantasy che verranno.

Gotham dopo 5 lunghe stagioni arriva al suo epilogo dando una degna conclusione alle vicende di tutti i personaggi, date le storyline già consumate da tempo.

Jane the Virgin lascia una voragine per quanto riguarda le serie tv comedy, perché non ci sarà un’altra Jane Gloriana Villanueva. Sarà dura mantenere l’eredità di una serie che ha sdoganato le soap opera e i drammi familiari in modo così sapiente e magistrale. Chapeau.

 

Se vi va leggete gli articoli dedicati a ciascuna serie tv, e così dicendo porgo i migliori auguri a tutti i lettori e lettrici!

 

 

 

Truth Be Told | La nuova serie tv Apple

Ho da poco finito di vedere il primo ciclo di episodi di Truth Be Told, serie tv della nascente Apple Tv+ e prodotta da nomi importanti come Reese Whiterspoon e Octavia Spencer.

 

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Ha 8 episodi e non si sa ancora se sia una serie antologica oppure abbia una continuità. Truth Be Told è un prodotto interessante perché indaga quello di cui di solito si occupa il cinema ossia il giornalismo.

Si tratta della storia di un omicidio, di chi è stato e di chi non è stato. La giornalista Poppy Parnell (Octavia Spencer, Mom) decide di riaprire un caso di cronaca nera vecchio di 18 anni perché crede con il senno di poi che il presunto esecutore (Aaron Paul, Breaking Bad) sia innocente e che stia pagando la pena per qualcun altro.

 

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La serie intreccia tre temi cari agli Stati Uniti:

  • In America il giornalismo soprattutto quello investigativo, è sempre stato un baluardo di libertà stretto in meno ai reporter come arma di difesa contro la disinformazione. Penso ai film come Il Caso Spotlight ad esempio. Qui Poppy Parnell conduce un podcast crime che tratta di casi di cronaca che sconvolgono l’America; se volete saperne di più su cosa sono i podcast vi consiglio questo articolo https://bit.ly/2EXXZzf
  • Altro tema caldo, la componente etnica. Da una parte abbiamo il razzismo con cui i neri d’America si misurano ogni giorno ancora oggi (la Fratellanza ariana a cui aderisce Warren Cave, il presunto omicida) e dall’altra la forte identità nera presente nella famiglia di Poppy.
  • La giustizia, che si lega al primo punto. La ricerca della giustizia attraverso la verità è un caposaldo americano che però purtroppo a volte non si riesce a raggiungere. Ma in questo caso, dopo un’intensa attività investigativa, si arriva alla verità (seppur parziale) che ha l’esigenza di essere raccontata, anche se a caro prezzo.

 

 

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“Può la ferita della verità aver scavato fino in fondo all’anima?”

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Anche la tensione psicologica che si avverte nei personaggi che si alternano è molto interessante, ad esempio il rapporto tossico tra le gemelle figlie del padre ucciso nella notte di Halloween 18 anni prima.

 

Tutti elementi che fanno presagire a una godibile seconda parte di stagione, e mi raccomando se volete sapere come finisce la storia non leggete il libro da cui è tratta Truth Be Told!

 

Voto serie: 7

Ian Somerhalder e V-Wars bocciati!

Lettori e lettrici vi ho fatto una promessa che non posso mantenere. Ho giurato di vedere V-Wars ma non l’ho fatto, o meglio, ci ho provato per cinque lunghi episodi.

Direte, resisti ti manca solo metà stagione, ma non ci riesco. V-Wars non mi ha proprio preso, a discapito del povero Ian Somerhalder, oggetto delle mie fantasie romantiche per circa 8 anni. Ma la vita va avanti e ti schiaffa in faccia la verità.

 

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In The Vampire Diaries c’era qualcosa di magico che qui non ho notato. Ian era espressivo, gli riconoscevo una certa bravura ma crescendo ho aperto gli occhi! L’ex Damon Salvatore è bellissimo, un uomo generoso e filantropo, ma un attore piatto a mio parere.

In questa serie non emerge il carattere testardo e determinato che c’era nel fantasy precedente, in V-Wars è un dottore scienziato molto bravo nel suo lavoro ma dalla personalità amorfa, senza passione, con un’espressività facciale uguale sia che gli stiano ammazzando la moglie sia che stia studiando qualcosa al microscopio.

 

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Per cui il resto della serie risulta noiosa, senza mordente e quel clack che fa venire voglia di vedere come prosegue. Una fotografia fredda tanto quanto la sceneggiatura, in cui il punto peggiore si è toccato in una scena.

 

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Ebbene sì anche qui c’è la presenza ingombrante della moglie Nikki Reed. Interpreta la ex moglie nevrotica di Luther, che caso, con cui ha un’accesa discussione sulla custodia del figlio alquanto sensibile. Perché proprio lei? Lei che non ha un minimo di profondità nella recitazione – sempre a parer mio.

Non entrando nel merito del vecchio dibattito meglio-Nikki-o-Nina, dico solo che potevano risparmiarsi questa comparsata che per me non ha arricchito una trama già vuota di per sé.

Comunque sia Ian Somerhalder, da produttore esecutivo della serie horror/scifi, vorrebbe una seconda stagione. Vedremo cosa deciderà Netflix in merito!

 

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