The Sinner| Recensione della serie crime

The Sinner, uscita negli Stati Uniti nel 2017 e disponibile su Netflix Italia (già visibile su Premium dal 2018), è una serie tv crime antologica la cui prima stagione è tratta dal romanzo omonimo tedesco.

Inizialmente il prodotto è stato pensato come una mini serie composta da soli 8 episodi ma dato  il successo acquisito (nomination ai Golden Globe e Emmy Awards) gli addetti ai lavori hanno deciso di proseguire con una seconda e terza stagione.

 

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Tra i produttori esecutivi di The Sinner figura la co protagonista nella prima stagione, Jessica Biel, già conosciuta per essere la figlia del reverendo Camden in 7th Heaven e per altri ruoli maggiori in svariati film.

Il filo conduttore della trama è tenuto  da uno smagliante Bill Pullman, noto alla generazione anni ’80/’90 per i film Casper e The Indipendence Day. In questa serie tv tra giallo e thriller (mi spiegherò dopo) interpreta il detective Harry Ambrose, un uomo controverso e in conflitto con se stesso, che riesce a entrare in empatia con i sospettati delle varie stagioni.

 

The Sinner è un genere ibrido, a mio parere, con uno stile introspettivo e un tono teso a scandagliare la psiche umana. Ogni stagione indaga un delitto commesso da una persona più o meno disturbata: bisogna capire non tanto chi è stato ma come è successo (giallo) e tutto quello che ci sta intorno (thriller) attraverso i numerosi flashback e la presentazione di vari personaggi.

La struttura degli episodi è per lo più statica, non succede “niente” ma c’è una gran attività investigativa che porta gli spettatori in un viaggio nella mente umana: cosa può scattare nel nostro cervello ad un certo punto? 

 

Ed è su questa domanda che si snodano le tre stagioni di The Sinner.

 

Prima Stagione, Cora

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Antefatto: una donna uccide d’impulso un uomo su una spiaggia.

 

Devo spendere due doverose parole su Jessica Biel. Ha un’intensità immensa in questa interpretazione e dona al suo personaggio uno struggimento, un dolore enorme che esce dai suoi occhi (quasi sempre pieni di lacrime), dalla postura, dalle mani tormentate, da quella tuta da carcerata che sembra così pesante per una donna così esile.

Cora Tannetti ha un passato fatto di abusi e di segregazioni fin da quando era bambina. Cresciuta da genitori fanatici religiosi e con una sorella malata di cuore ma altrettanto dispotica nei suoi confronti, ha conosciuto solo costrizione e pentimento nella sua vita. Fino a che ha trovato una ragazzo che l’ha liberata facendole scoprire i piaceri della vita. Ma JD è maligno, è un uomo senza morale non in grado di amare. E per un tragico incidente, in cui è coinvolta la sorella minore Phoebe e dove perde la vita, a Cora vengono strappati i ricordi fino a che il detective Ambrose non li riporta a galla in un delicato lavoro investigativo.

 

Seconda Stagione, Julian

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Antefatto: un ragazzino uccide con del veleno una coppia in un motel.

 

In questa seconda stagione a mio avviso siamo di fronte a una trasposizione di un livello leggermente inferiore rispetto alla prima e con un cast che non riesce fino in fondo a convincermi se non per il protagonista della vicenda. Julian Walker è interpretato dal giovane Elisha Hening (Alex, Inc.) che dimostra appieno le sue capacità attoriali sia attraverso le sue espressioni che i suoi silenzi, alle volte mi sembra già vecchio.

Ci troviamo nella cittadina Keller, di cui è nativo Ambrose, che viene scossa dall’omicidio di una giovane coppia appartenente alla comunità locale di Mosswood. Il gruppo, gestito da un inquietante guru, inneggia alla libertà dello spirito senza vincoli morali per avere una vita completa (dove il bene e il male convivono) e qui incappa Marine (Mindhunter), ragazza problematica e vittima di abuso sessuale, che si rivelerà essere la madre naturale di Julian, fin dall’inizio affidato alle cure di un’altra donna. Julian commette volontariamente l’omicidio attraverso l’uso di un’erba velenosa perché istruito dalla madre affidataria sulla morte come mezzo per andare da un’altra parte e diventare qualcos’altro. Il ragazzino voleva solo aiutare quelle due persone ma non aveva capito cosa stesse in realtà facendo.

 

Terza stagione, Jamie 

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Antefatto: in un incidente d’auto muore il conducente ma il passeggero è incolume.

 

The Sinner in questa terza stagione ci racconta una storia un po’ diversa rispetto alle altre. Non abbiamo di fronte una persona che ha evidentemente ucciso qualcuno ma un incidente, che ben presto però si rivela altro. Qui il passo è più lento e l’ho trovata piuttosto noiosa se non per le ultime due puntate, il ritmo è piuttosto piatto rispetto le due stagioni precedenti e sembra che il detective Ambrose non abbia più molto da raccontare.

Il sospettato della stagione è Jamie Burns interpretato da un ottimo tanto inquietante Matt Bomer (White Collar – fascino criminale). E’ un onesto professore e marito perfetto in attesa del primo figlio la cui vita viene stravolta una notte. Viene a bussare alla sua porta un compagno di università (Chris Messina) che vorrebbe rivivere i vecchi tempi e in un viaggio in macchina schiaccia troppo il pedale schiantandosi contro un albero. Jamie, anche lui in macchina, si salva ma subito la sua situazione non quadra. Con la testardaggine di Ambrose viene fuori che è stato Jamie a provocare l’incidente per liberasi di Nick Haas in quanto la sua presenza stava diventando insostenibile: l’amico ha da sempre plagiato la mente fragile di Jamie convincendolo che la soluzione migliore della vita è fatta da due elementi, il caso e la morte.

Solo che tutto assume un’aria inquietante e psicotica: per liberarsi dal peso della vita bisogna spingersi oltre il confine fino alla prova estrema dell’uccidere qualcuno scelto per caso. Nick Hass forse sarebbe stato un character molto interessante ma abbiamo potuto vedere solo il suo erede, perché Nick sembra un suggeritore, una creatura maligna che vuole infettare le persone manipolabili come Jamie. Jamie in fondo è malato e ha bisogno d’aiuto, ha ucciso non per un motivo specifico ma perché aveva la mente annebbiata dallo stato psicotico in cui versa. E sembra aver appreso la tecnica del suo maestro perché è in grado di confondere chi gli sta attorno, compreso il detective Harry Ambrose che si vede costretto ad affrontare una delle prove più difficili della sua vita professionale.

 

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“E se guardi a lungo l’abisso, l’abisso guarderà dentro di te.” – Episodio 3×3

 

The Sinner non è ancora stata confermata per una quarta stagione e quindi ci tocca aspettare per sapere le sorti di questa serie antologica. Stay tuned!

 

Voto serie: 8

Pubblicato da clickilblog

Questo è un blog personale che nasce dalla mia passione per le serie tv, americane per la maggior parte. Le ho seguite da sempre, prima in televisione con il sacrosanto appuntamento settimanale o giornaliero...

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