Noi siamo l’Onda | Commento alla serie Netflix

Dal 1 novembre scorso è disponibile su Netflix la serie tv distopica Noi siamo l’Onda, un po’ ideologica e un po’ in salsa teen ma vediamo bene di cosa stiamo parlando.

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Siamo in un futuro prossimo non ben specificato, in Germania, in una città dove regna il nazionalismo più estremo e dove non c’è più un prato verde. I nazisti (che hanno ancora ben in mente chi è il führer) trattano chi è diverso come feccia e hanno come business plan la continua industrializzazione infischiandosi dello stato di salute della Terra che grida aiuto soffocata dalla plastica.

In questo quadro la narrazione si focalizza su un liceo, piccolo esempio di come la società è diventata: divorata dall’iperconessione e dall’odio fomentato dall’indottrinamento e dall’ignoranza. Gli studenti che conosciamo sono quattro prototipi possibili che ci ricordano purtroppo il nostro presente.

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Lea ragazza viziata di alto borgo che improvvisamente si sveglia e scopre di avere una coscienza (a parer mio la trovo odiosa), Rahim musulmano con una personalità combattiva, Hagen apparentemente sfigato ma con un gran coraggio, Zazie la pecora nera del gruppo e un po’ squilibrata (anche se dice di non esserlo, diciamo una testa calda dai).

E poi, l’ho tenuto per ultimo, Tristan, il personaggio principale da cui tutto comincia. Un bad guy a tutti gli effetti, di giorno studente con il pallino della rivoluzione e di notte ospite di un carcere minorile. E’ trasandato quanto basta per risultare affascinante, sveglio, intelligente e con un bagaglio enorme da trasportare a soli 17 anni. La sua voglia di rivoluzione, la resistenza a cui aspira nasce dalla morte della madre da parte di un magnate della guerra. Tristan ispira i suoi nuovi amici e Lea – di cui si innamora – e fa sì che lo seguano (all’inizio) inconsapevolmente nella sua corsa verso la liberalizzazione.

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Ma cos’è questa rivoluzione? Il gruppo parte dall’idea di cambiare la città in cui vivono, non il mondo, perché è troppo grande.

“Noi cinque non salveremo nessuna balena, non porteremo i diritti umani in Cina, però possiamo cambiare qualcosa qui, in questo momento.” Episodio 3

Vogliono abbattere il muro di Berlino con un’Onda (il loro simbolo) fatta di piccole contromosse per far sapere al sistema che loro ci sono e combattono per avere qualcosa in cui credere che sia più profondo della sola ricchezza.

Cominciano a trovare un posto dove riunirsi e pianificano i loro attacchi. Prima in modo più circoscritto e poi sempre più grande, fatto dovuto da una parte da Internet e dall’altra dalla mente del movimento. Lea un po’ ingenuamente crede che più si è e meglio è ma si sbaglia di grosso. Tristan sa come vanno a finire le rivoluzioni se date in mano al popolo assetato di potere. E infatti succede un gran casino, l’Onda si riduce all’oligarchia dei quattro perdendo anche il fedelissimo Rahim che ha scelto la strada dell’amore.

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Dopo l’incidente di Lea e il suo ritorno pianificano l’ultimo colpo: infiltrarsi all’evento dell’industria che Tristan ha già conosciuto e seminare il panico tra gli invitati. Però c’è un colpo di scena, grazie al tam tam su Internet (l’Onda ha preso piede anche in altri paesi con altri nomi), è accorsa tanta gente ad aiutarli.

Perché non esistono solo le pecore al mondo ma anche tanti ragazzi con la voglia di cambiare le cose senza fare la guerra ma pacificamente. La polizia non può che arrendersi di fronte all’Onda e deporre le armi, almeno per un giorno.

P.S. Se vi volete documentare, la serie tv è tratta parzialmente dal film L‘Onda del 2008 che a sua volta ha tratto ispirazione dal libro.

Voto serie: 7

Pubblicato da clickilblog

Questo è un blog personale che nasce dalla mia passione per le serie tv, americane per la maggior parte. Le ho seguite da sempre, prima in televisione con il sacrosanto appuntamento settimanale o giornaliero...

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