Commento alla serie tv del momento, La Verità sul Caso Harry Quebert

 

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Da circa un mese su Canale 5 è partita la miniserie tv La verità sul caso Harry Quebert, già mandata in onda da Sky l’anno scorso. Anche se devo dire che secondo me ha raggiunto il grande pubblico solo ora, vuoi che il vecchio tubo catodico regali ancora dei punti?

LVSCHQ (quanto mi piacciono gli acronimi) trovo che sia un prodotto elegante, sarà per il regista francese Jean-Jacques Annaud e per l’autore del romanzo da cui è tratta la storia Joël Dicker. Ma soprattutto per merito di Mr Patrick Dempsey che con il suo charme incanta lo schermo.

 

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Rende tutto forbito: il suo personaggio di scrittore tormentato, la casa con vista sull’oceano, la piccola città di Goose Cove, perfino il diner dove era solito mangiare. Ma la parola d’ordine in questa serie è il dubbio, permane nella cittadina fumosa dove piove sempre come se la pioggia non fosse liberatoria ma aiutasse ancora di più a nascondere i suoi segreti.

 

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I personaggi a cui ruota attorno la  sparizione della quindicenne Nola Kellergan, e successivamente il suo omicidio, sono anch’essi fumosi, come a rispecchiare la città stessa. Ognuno nasconde un lato nascosto, in fondo le origini del male possono celarsi ovunque.

L’unico che secondo me è poco azzeccato è Marcus Goldman (Ben Schnetzer), l’enfant prodige della letteratura che cerca di scagionare il suo amico e mentore Quebert. Mi convince di più nelle scene in coppia con il sergente Perry Gahalowood (interpretato da Damon Wayans Jr, New Girl).

 
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Ma veniamo al nocciolo della faccenda, Nola. Il miele attorno al quale ronzano in tondo gli uomini di Goose Cove come fossero orsi sbandati in cerca della loro costante. Quella ragazzina, squilibrata per colpa di altrettanti uomini, attira le loro coscienze come se potesse ripulirle e riscattarle.

 

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Interpretata da una bravissima e carismatica Kristine Froseth (The Society), Nola è vittima di sé stessa e di quegli uomini che uccidono per troppo amore, come se eliminare il loro problema sia la soluzione e non un atto di ignobile codardia.

 

La Verità sul Caso Harry Quebert lascia con l’amaro in bocca, con un misto di pietà e compassione per Nola e Luther Caleb (l’autista sfigurato e innamorato di Nola) che pervadono i minuti finali della serie, e a ricordarci quanto sia forte il potere della parola.

 

Voto serie: 8

Pubblicato da clickilblog

Questo è un blog personale che nasce dalla mia passione per le serie tv, americane per la maggior parte. Le ho seguite da sempre, prima in televisione con il sacrosanto appuntamento settimanale o giornaliero...

2 pensieri riguardo “Commento alla serie tv del momento, La Verità sul Caso Harry Quebert

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