Recensione di Stranger Thinks 3

Dopo il preambolo della prima puntata (Commento alla 3×01) ho concluso anche io, dopo 40 milioni di abbonati a Netflix di tutto il mondo, la serie tv cult del momento Stranger Thinks 3.

Per raccontare le mie impressioni ho idealmente diviso la serie in due parti.

 

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Nella prima, diciamo tra l’episodio numero 1 e il numero 4, abbiamo visto la parte più “spensierata” della serie con caratteristiche tipiche delle commedie anni ’80 e un linguaggio più da film commerciale che propriamente sci-fi. I protagonisti sono cresciuti e sono alle prese con quella specie atipica che sono le donne, Lucas e Will impareranno presto cosa significa capire le loro emozioni e soprattutto cosa pensano.

Sul fronte degli adulti vediamo la dinamica del nuovo rapporto che si sta creando tra Joyce e Jim, sembrano anche loro tornati adolescenti, ma sono adorabili per questo; hanno saputo mantenere il loro ruolo da una parte di infallibile detective del pericolo (lei) e guardiano della legge e della famiglia (lui). Ma scopriamo un nuovo Hopper sia apprensivo con la figlia che determinato a far luce sui nuovi misteri di Hawkins ricorrendo alle maniere forti spaccando nasi e appendendo le persone come abiti.

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In sordina, come sempre, c’è il mind flayer che ora si è evoluto rispetto alle sembianze ombra che aveva nell’anno precedente. Sta assemblando un corpo e si serve delle persone indirizzando i loro comportamenti, ergo segno di un’intelligenza avanzata. Primo fra tutti, Billy, fratello borderline di Max. Lui è la prima vittima di quest’anno e ne scopriamo il passato, anche se devo dire non mi ha convinto abbastanza se non alla fine della stagione con il suo sacrificio (era il minimo che potesse fare).

 

Nella seconda parte ST3 – dalla 5 alla 8 – ritorna alla sua essenza, a quel misto di thriller e fantascienza che l’ha resa un fenomeno dall’inizio. Vediamo le quattro squadre di personaggi

  • Il gruppo di Eleven con Mike, Will, Max, Lucas
  • Nancy e Jonathan
  • Il gruppo di Dustin con Steve, Robin, Erica
  • Jim e Hopper con Murray

Pian piano ricongiungersi, usando come base il Starcourt. Il primo team è affiatato da sempre, ma vediamo due new entry forti e in gamba come la ragazza che sa tradurre il russo e la bambina genio della matematica.  Dustin si rivela un personaggio chiave per salvare ancora una volta il mondo, grazie anche al preziosissimo aiuto della sua ragazza Suzie (‘Turn around, look at what you see…’ è già nella storia). Stranger-Things-S3E8-Dustin-Steve-Maya-Erica

Approfondiamo anche un personaggio, che francamente credevo non uscisse vivo da tutta la storia. Ossia Murray Bauman, l’eccentrico giornalista che vive segregato in casa perché ha paura di essere spiato dai maledetti russi. Si scopre essere un valido aiuto, oltre che il traduttore ufficiale di Smirnoff alias Alexei, lo scienziato russo rapito da Hopper. Murray inoltre potrebbe benissimo fare lo psicologo di coppia, ci ha preso con Nancy e Jonathan nella seconda stagione, non vedo perché non debba azzeccarci ora…

 

Stranger-Things-3x08-recensione-5-e1562693455154Il pezzo forte di tutta la stagione credo sia l’episodio finale, epico e portatore di catastrofi. D’altronde il titolo La battaglia di Starcourt non poteva promettere niente di meglio. In un crescendo di azione e momenti horror giungiamo all’incontro finale con il mind flayer tra fuochi d’artificio e Eleven che si opera da sola mostrando ancora una volta la sua tempra, la tensione continua a salire fino al momento in cui vediamo Jim, Murray e Joyce al laboratorio russo. E lì ci rendiamo conto che dovrà succedere qualcosa di grosso. Con il fiato sospeso capiamo che a rimetterci, come sempre, saranno i buoni e quando vediamo Jim da solo vicino a quell’ordigno il nostro cuore va in pezzi perché tutte le speranze riposte e quell’appuntamento che era riuscito a strappare a Joyce non ci sarà mai. Ma… La scena all’interno dei titoli di coda potrebbe presagire altro… Deve farlo! Voglio i #Johopper!

 

In fin fine Stranger Thinks 3 si è ripresa dai primi episodi e ha mostrato il suo valore, compresi gli attori. Anche se l’esagerazione in pompa magna tipica americana non è mancata. Cito ad esempio la scena del mostro in cui afferra la ricetrasmittente e gorgoglia qualcosa a Dustine durante l‘assedio al centro commerciale. Neanche fossimo nella versione meno bella di Jurassic Park. A parte questo ho apprezzato il voluto effetto nostalgia e  i riferimenti alla cultura anni ’80, ho individuato anche  diverse citazioni da film cult (non solo anni ’80) come:

  • Ritorno al Futuro
  • La Notte dei Morti Viventi
  • Karate Kid
  • Indiana Jones
  • Jurassic Park
  • La Storia Infinita
  • Terminator

 

E voi ne avete individuati altri? Vi è piaciuta questa nuova stagione di ST3?

 

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Voto serie: 7/8

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