The Iron Throne

Eccoci alla fine, ho aspettato tre giorni per cercare di fare un commento un po’ meno caldo e viziato da eccessiva emotività. Però devo dire che se penso ancora all’episodio ho ancora un po’ di sgomento… Dracarys!

 

Cominciamo da lei, passata definitivamente dalla mad queen alla dragon queen 

 

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La abbiamo completamente persa, e la cosa più agghiacciante è che Daenerys stessa è l’unica a non accorgersene. Anzi sta vivendo il momento più felice della sua vita, finalmente la sua visione è diventata realtà e può toccare con mano il tanto agognato Trono di Spade in un regno fatto solo di macerie.

Davanti a un imponente esercito, che sembra morto e risorto nel corso della Grande Guerra, tiene il suo discorso d’incoraggiamento maximum il cui succo è distruggere chiunque la pensi diversamente da un nuovo mondo fatto di sangue e fuoco, compreso Grande Inverno. Lì Tyrion dimostra di essere il grande uomo che è sempre stato e getta via la spilla di Primo Cavaliere e (ancora una volta) Jon assiste alla scena in sconcertante silenzio.

Dopo qualche minuto di terrore – ho temuto per la vita di Tyrion – Jon sembra risvegliarsi dallo stato catatonico in cui versa (grazie alle parole del Folletto) e agisce. E quando il Lord Commander che è in lui agisce lo fa sul serio. Fa la cosa più sensata che si sarebbe dovuta fare, perché alle volte il dovere è la morte dell’amore. E pone fine alla vita di Daenerys, sua Regina e suo amore. Subito dopo ho avuto un altro momento di terrore quando ho visto le fauci infuocate di Drogon aprirsi ma quando ho capito quanto in realtà stesse soffrendo mi ha fatto tenerezza. Perché anche lui, il figlio preferito, ha capito che la madre aveva oltrepassato il segno e brucia di rabbia e dolore quel trono di ferro causa di tutto. E vola via, raccogliendo con tutta la delicatezza che un drago può possedere la madre dei draghi addormentata per sempre.

 

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Tutto finisce bene per quel che finisce bene… Se non fosse GOT. Credo di essere vittima del raggiro degli autori per tutti questi anni… Scherzo, non parlo seriamente. In questa meravigliosa serie tv non ci sono fregature, ma estrema bravura di chi ha scritto la storia (compreso ovviamente George Martin) che ha saputo intortarci per tutto questo tempo. Abbiamo creduto in Daenerys, in Jon, nella vendetta di Arya, e invece tutto era già previsto dalla mente onnisciente di Bran lo Spezzato. Credo che la battuta parli da sola:

Tyrion: “Bran desideri diventare re?”

Bran: Perché credi sia qui altrimenti?”

 

Il-Trono-di-Spade-8×6-Courtesy-of-HBO-05.jpgBrandon Stark ha sempre saputo, non ha mai fatto nulla, non ha mai modificato il passato perché gli andava bene così, quatto quatto ha preso in mano le sorti di Westeros lasciando agli altri il peso delle loro azioni. E godendosi il finale, almeno lui. Lasciando ancora una volta Jon in ombra, per breve tempo considerato un Targaryen (dove è finita la profezia?) e ora ritornato ad essere semplicemente Snow, il bastardo di Grande Inverno rispedito alla Barriera.

Devo riconoscergli il tentativo di estirpare ciò che è sempre stato il modello politico di Westeros, ossia la monarchia in molti casi di stampo totalitario. Ora abbiamo un governo di pochi (cavalieri giusti e intelligenti, togliendo un paio di eccezioni), un’oligarchia che spero duri nei secoli e che magari con un po’ di positività si trasformi in democrazia.

Così abbiamo un nuovo consiglio di Approdo del Re che è composto niente di meno che da Sam come Gran Maestro (che sollievo non vedere più un essere viscido come Pycelle), Ser Davos come Maestro delle Navi (era ora che gli venisse riconosciuto qualcosa), Bronn come Maestro del Conio (Bronn, perché Bronn?) e Primo Cavaliere Tyrion l’ultimo dei Lannister in vita. Ho apprezzato molto la citazione delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, ha segnato un po’ la fine delle vicende che siamo destinati a seguire sullo schermo.

Quindi veniamo alla vera fine in cui ricordiamo con una nota di dolore la dolce Missandei, Verme Grigio decide di lasciare il continente occidentale per esaudire il suo desiderio e andare sull’isola di Naath.

Sansa viene incoronata a tutti gli effetti come Lady di Grande Inverno, degna erede di sua madre Catelyne Stark. E a Arya che finalmente può essere libera di essere sé stessa  può solcare i mari ovunque lei voglia. 

E come è cominciato nella 1×1 in cui vedevamo un gruppo di uomini vestiti di nero andare per i boschi freddi del Nord, negli ultimi istanti della 8×6 vediamo Jon Snow guidare il gruppo dei Guardiani della Notte  verso terre inesplorate.

Che sia finita come desideravamo o meno GOT rimane una delle serie più belle che abbia mai visto, mi ha lasciato ricordi e emozioni indelebili.

 

Ciò che è morto non muoia mai

 

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Voto puntata: 10

Pubblicato da clickilblog

Questo è un blog personale che nasce dalla mia passione per le serie tv, americane per la maggior parte. Le ho seguite da sempre, prima in televisione con il sacrosanto appuntamento settimanale o giornaliero...

3 pensieri riguardo “The Iron Throne

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