Netflix ha liberato Ron (parte II)

In queste vacanze natalizie, tra un pranzo e l’altro, ho concluso la seconda stagione di Sick Note. Non so se continuerò a vedere quella nuova, già ordinata dalla popolare piattaforma di streaming, ma ho portato alla conclusione le prime due con lo spirito del “tanto sono solo 20 minuti”. Ogni episodio, 6 per la prima stagione e 8 per la seconda, non dura più di mezz’ora tranne che per il pilot iniziale.

Il mio entusiasmo si è spento mano a mano che la serie avanzava perché era come se a ogni puntata perdesse un po’ del mordente iniziale. In perfetto stile breatish avrebbe potuto essere un piccolo gioiellino della dark comedy; ma vediamo quello che (secondo me) è andato storto.

sick-note.jpg

  • L’uscita di scena del vero villain, Kenny West. Tralasciando che la messa in scena in cui lo hanno trovato gli renda giustizia; credo che il personaggio del capo malvagio e uomo senza scrupoli di West avrebbe potuto regalarci altre sorprese.
  • La figlia del boss della We Cover, Katerina West. Interpretata da una Lindsay Lohan risorta dalle sue ceneri, la vedo un po’ troppo abbottonata, magari nel futuro avrà una svolta decisiva.
  •  La possibile coppia Daniel/Linda. Secondo me scoppierebbe dopo neanche una settimana. Magari sono fatti l’uno per l’altro; ma non capisco come l’alchimia tra i due sia nata.

Le cose che invece hanno funzionato a mio parere sono:

  • Non aver svelato a tutti la guarigione miracolosa di Daniel. Come ogni serie di successo che si rispetti la tensione e il dubbio sono gli ingredienti che tengono in piedi una trama interessante. Il nostro Daniel non sarà mai un Walter White, nemmeno per finta, ma ci porterà lo stesso verso una qualche direzione.
  • Il dottor Iain Glennis. Inglese doc, imbranato, succube della vita, è il mix di satira e humor amaro che doveva esserci in questa serie. È perfetto così com’è, chissà cosa sbaglierà nella prossima stagione.
  • Il personaggio di Becca. È quello più comico e espressivo, spero continui a cacciarsi nei guai.

Per l’anno prossimo potrei fare un altro sacrificio, 20 minuti alla volta, ma vedremo cosa riserverà il 2019.

Voto serie: 6/7

Pubblicato da clickilblog

Questo è un blog personale che nasce dalla mia passione per le serie tv, americane per la maggior parte. Le ho seguite da sempre, prima in televisione con il sacrosanto appuntamento settimanale o giornaliero...

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