Quel genio di Kirkman

Le serie tv hanno sempre avuto il compito di raccontare le epoche. E oggi, nell’era della digital evolution devono saper interpretare i tempi. Penso a Black Mirror e al suo prossimo ritorno in cui, così si è letto, i fruitori potranno interagire attivamente con la trama per modificarne l’andamento. Un’applicazione reale della tecnologia coerente a mio avviso.

Robert Kikman non è da meno. Il padre dei walkers di The Walking Dead, ha annunciato il suo nuovo progetto, 5 years. Cercherò di spiegarlo, anche se risulta un po’ complicato.
Kirkman e la sua casa editrice di fumetti Skibound Entertainment, in una partnership con il magnate della televisione Entertainment One, produrrà una nuova serie molto innovativa che fa l’occhiolino al futuro. Lo sfondo è sempre quello apocalittico; ma il concept si svolge nel periodo che precede l’arrivo di un meteorite che scontrandosi con il nostro pianeta spazzerà via l’umanità; esplorerà così le capacità che l’uomo dispone trovandosi di fronte alla minaccia finale.

5 years si svolgerà, seconda quanto detto, “in tempo reale con ognuna delle cinque stagioni pianificate che si occuperà di un singolo anno”. L’unicità di questa serie è il fatto che la compagnia di Kirkaman abbia stipulato accordi con altri paesi per produrre la propria versione e che ogni storia sia inserita nello stesso universo narrativo, anche con l’uso delle lingue locali.
Dietro questa scelta c’è sicuramente una grande opportunità per coinvolgere a livello globale (i paesi interessati sono: Germania, Italia, Regno Unito, Russia, Cina, Corea, America Latina, India) le produzioni locali della serie e conferire così un accento mondiale che va oltre l’immaginazione.

Però questo progetto mi suscita dei dubbi, non è che è troppo utopistico? Se Kirkman riuscisse a far ragionare tutti questi paesi così diversi tra loro per cultura, leggi, convenzioni sociali e economiche, lo proporrei come nuovo presidente degli Stati Uniti. Sarebbe un bellissimo esperimento sociale e un ottimo esempio di storytelling per illustrare come l’arte sappia far nascere in tutti noi uno spirito di condivisione e collaborazione.
E in Italia… Dove? Chi si occuperebbe della realizzazione? E chi sarebbero gli attori? La mia fantasia sta già galoppando. Vedrei bene Milano, Venezia, il Vaticano per le ambientazioni. E per gli attori Pierfrancesco Favino e Anna Foglietta. E voi? Date sfogo alla vostra creatività!

Approfitto per fare gli auguri a Robert che oggi 30 novembre spegne 40 candeline 🙂

Progetto senza titolo.png

Pubblicato da clickilblog

Questo è un blog personale che nasce dalla mia passione per le serie tv, americane per la maggior parte. Le ho seguite da sempre, prima in televisione con il sacrosanto appuntamento settimanale o giornaliero...

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